Come uno dei marchi di Muses of the Woods, Jean Paul Gaultier trova in Yana una musa che amplifica i suoi codici teatrali.
Le silhouette sono audaci, i dettagli sontuosi, eppure su di lei sembrano elementari, come segni incisi direttamente dal bosco.
L’eccesso couture si traduce in rito: i tessuti brillano come acqua al crepuscolo, i volumi si espandono come radici che emergono dal terreno.
Yana non imita la visione di Gaultier—la rivendica. La foresta torna ad essere il suo palcoscenico, ma spogliato dello spettacolo, ricollocato nel mito. Attraverso di lei, il dramma di Gaultier trova nuova profondità: meno performance, più invocazione.
Con Chopova Lowena, Yana si muove in un registro diverso—grezzo, folklorico, dinamico.
I tartan, i patchwork, i kilt sovrapposti non le stanno addosso: si muovono con lei, riecheggiando ritmi ancestrali. Attraversa il bosco come uno spirito del folklore, ogni passo carico di energia selvaggia.
Chopova Lowena ha sempre intrecciato tradizione e ribellione, e Yana lo incarna alla perfezione.
Su di lei, i capi non sono nostalgia ma rito vivente—un’eredità reinventata, un folklore affilato in potere.
-
-
Grazie!
-
Grazie!
-
Grazie!
-
Grazie!
-